Leggere la composizione di una crocchetta è molto difficile. Ecco le diciture più comuni che potresti trovare in etichetta e a cui fare attenzione.

Lente d'ingrandimento su un mucchio di crocchette

Le farine

  • «Farine di carne di…»: provengono da carcasse di animali o da parti di esse. Non comprendono zoccoli, corna, setole, pelo e piume (i derivati), né il contenuto dell'apparato digerente. Non sono il massimo ma, per quanto riguarda la farina di carne, alcuni marchi usano le parti nobili dell'animale dichiarandole ugualmente come farina: serve una ricerca più approfondita sul sito del produttore per capire se stiamo dando carcasse o carne.
  • «Farina di pesce»: prodotto ottenuto dalla lavorazione di pesci interi o di loro parti, dalle quali può essere stata rimossa parte dell'olio e a cui possono essere state aggiunte le parti solubili del pesce. Non tutti i mangimi con farina di pesce sono da considerarsi scarsi.
  • «Farina di carne e ossa» / «farina di ossa»: tessuti disidratati che comprendono anche il tessuto osseo. Sono ricchi di calcio e fosforo, ma hanno un valore proteico inferiore alle farine di carne senza ossa.
  • «Farina di pollame»: prodotto ottenuto dalla lavorazione dei sottoprodotti del pollame, che deve essere privo di piume.

Le diciture generiche

  • Agnello, pollo, tacchino (senza «carne di»): è una materia prima «generica»: non sappiamo quale parte dell'animale venga usata.
  • «Carni e derivati» o «sottoprodotti» (vale anche per pesce e vegetali): indicano solo materie di scarto, cioè ossa, sangue, frattaglie, legamenti.
  • «Proteina di…»: non c'è carne, ma solo la proteina estratta dalla carcassa dell'animale, dal pesce o dai vegetali.
  • «Cibo al gusto di…», «Aroma di…», «Cibo con…»: la carne contenuta è inferiore al 4%.
Ingredienti freschi su un tagliere: pollo, salmone, carote e piselli

Gli idrolizzati

«Idrolizzato di…» indicherebbe carne da cui è stato tolto tutto ciò che potrebbe creare intolleranze o problemi digestivi, ma non è davvero così.

  • Così facendo vengono eliminate anche le sostanze nutritive.
  • Gli idrolizzati sono considerati «anallergici» perché a livello statistico hanno mostrato meno reazioni.
  • Lo stesso sistema viene usato anche per rendere edibile ciò che non lo è, come gli scarti.
  • Spesso si incontrano cani intolleranti anche a questi mangimi.
  • Vengono usati impropriamente per valutare le allergie alimentari: in questi casi l'unica soluzione è una dieta a esclusione (fresca) impostata da un nutrizionista.

Fonte: Pimp my Pug, «Come leggere gli ingredienti delle crocchette».