Quanti di noi hanno un gatto? E che nome ha? Il gatto di Andrea si chiamava Uttino: un vezzeggiativo nato da «Farab-Uttino».

Gatto pensieroso seduto tra libri antichi

Il vero nome

A questa domanda risponde T.S. Eliot con la sua poesia: potete chiamarlo Augusto, Clemente, Vittorio, Alonzo, Gionata, Giorgio, Giacomo, Vaniglia… ma non sarà mai il nome giusto, il vero nome. Eliot ci dice che il Nome è al tempo stesso dicibile e indicibile, misterioso e limpidamente evidente, enigmatico e semplicissimo da capire: «ineffabile, effabile, effineffabile».

Il nome prende la forma del gatto: pelosa, baffuta, sonnecchiante, avvoltolata, sublime. Per questo lo chiamiamo con un vezzeggiativo (Ciccio, Cicciolino, Fiffi, Fiffolo, Uttino…). Il poeta Roberto Sanesi, traduttore di Eliot, lo dice bene: bisognerebbe parlare di identità, e non di identità fra il gatto e i nomi in genere, ma fra il Gatto e il Nome. E allora forse il Nome del Gatto è quello che il gatto sceglie, l'unico.

E tu? Hai trovato il nome del tuo gatto?

Gatto seduto accanto a una vecchia macchina da scrivere

«Il nome dei gatti» di T.S. Eliot

È una faccenda difficile mettere il nome ai gatti;
niente che abbia a che vedere, infatti,
con i soliti giochi di fine settimana.
Potete anche pensare a prima vista,
che io sia matto come un cappellaio,
eppure, a conti fatti,
vi assicuro che un gatto deve avere in lista,
TRE NOMI DIFFERENTI.

Prima di tutto quello che in famiglia
potrà essere usato quotidianamente,
un nome come Pietro, Augusto, o come Alonzo, Clemente;
come Vittorio o Gionata, oppure Giorgio o Giacomo,
Vaniglia… tutti nomi sensati per ogni esigenza corrente.

Ma se pensate che abbiano un suono più ameno,
nomi più fantasiosi si possono consigliare:
qualcuno pertinente ai gentiluomini,
altri più adatti invece alle signore:
nomi come Platone o Admeto, Elettra o Filodemo…
tutti nomi sensati a scopo familiare.

Ma io vi dico che un gatto ha bisogno di un nome
che sia particolare, e peculiare, più dignitoso;
come potrebbe, altrimenti, mantenere la coda
perpendicolare, mettere in mostra i baffi o sentirsi orgoglioso?

Nomi di questo genere posso fornirvene un quorum,
nomi come Mustràppola, Tisquàss o Ciprincolta,
nome Babalurina o Mostradorum,
nomi che vanno bene soltanto a un gatto per volta.

Comunque gira e rigira manca ancora un nome:
quello che non potete nemmeno indovinare,
né la ricerca umana è in grado di scovare;
IL GATTO LO CONOSCE, anche se mai lo confessa.

Quando vedete un gatto in profonda meditazione,
la ragione, credetemi, è sempre la stessa:
ha la mente perduta in rapimento ed in contemplazione
del pensiero, del pensiero, del pensiero del suo nome:
del suo ineffabile effabile effineffabile profondo e inscrutabile unico NOME.

T.S. Eliot, traduzione di Roberto Sanesi